Libro secondo - "Dei delitti in particolare"

Titolo VII (Dei delitti contro la fede pubblica)

Capo III (Della falsita' in atti)

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Il pubblico ufficiale, che, nell'esercizio delle sue funzioni, forma, in tutto o in parte, un atto falso o altera un atto vero, e'punito con la reclusione da uno a sei anni. Se la falsita'concerne un atto o parte di un atto, che faccia fede fino a querela di falso, la reclusione e'da tre a dieci anni.  

Il pubblico ufficiale, che, nell'esercizio delle sue funzioni, contraffa'o altera certificati o autorizzazioni amministrative, ovvero, mediante contraffazione o alterazione, fa apparire adempiute le condizioni richieste per la loro validita', e'punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.  

Il pubblico ufficiale, che, nell'esercizio delle sue funzioni, supponendo esistente un atto pubblico o privato, ne simula una copia e la rilascia in forma legale, ovvero rilascia una copia di un atto pubblico o privato diversa dall'originale, e'punito con la reclusione da uno a quattro anni. Se la falsita'concerne un atto o parte di un atto, che faccia fede fino a querela di falso, la reclusione e'da tre a otto anni. Se la falsita'e'commessa dal pubblico ufficiale in un attestato sul contenuto di atti, pubblici o privati, la pena e'della reclusione da uno a tre anni.  

Il pubblico ufficiale che, ricevendo o formando un atto nell'esercizio delle sue funzioni, attesta falsamente che un fatto e'stato da lui compiuto o e'avvenuto alla sua presenza, o attesta come da lui ricevute dichiarazioni a lui non rese, ovvero omette o altera dichiarazioni da lui ricevute, o comunque attesta falsamente fatti dei quali l'atto e'destinato a provare la verita', soggiace alle pene stabilite nell'articolo 476.  

Il pubblico ufficiale, che, nell'esercizio delle sue funzioni, attesta falsamente, in certificati o autorizzazioni amministrative, fatti dei quali l'atto e'destinato a provare la verita', e'punito con la reclusione da tre mesi a due anni.