Libro secondo - "Dei delitti in particolare"

Titolo XII (Dei delitti contro la persona)

Capo II (Dei delitti contro l'onore)

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Chiunque offende l'onore o il decoro di una persona presente e'punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a 516 euro. Alla stessa pena soggiace chi commette il fatto mediante comunicazione telegrafica o telefonica, o con scritti o disegni, diretti alla persona offesa. La pena e'della reclusione fino a un anno o della multa fino a euro 1. 032, se l'offesa consiste nell'attribuzione di un fatto determinato. Le pene sono aumentate qualora l'offesa sia commessa in presenza di piu'persone.  

Chiunque, fuori dei casi indicati nell'articolo precedente, comunicando con piu'persone, offende l'altrui reputazione, e'punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a eiro 1. 032. Se l'offesa consiste nell'attribuzione di un fatto determinato, la pena e'della reclusione fino a due anni, ovvero della multa fino a euro 2. 065. Se l'offesa e'recata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicita', ovvero in atto pubblico, la pena e'della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore a euro 516. Se l'offesa e'recata a un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, o ad una sua rappresentanza, o ad una Autorita'costituita in collegio, le pene sono aumentate.  

Il colpevole dei delitti preveduti dai due articoli precedenti non e'ammesso a provare, a sua discolpa, la verita'o la notorieta'del fatto attribuito alla persona offesa. Tuttavia, quando l'offesa consiste nell'attribuzione di un fatto determinato, la persona offesa e l'offensore possono, d'accordo prima che sia pronunciata sentenza irrevocabile, deferire ad un giuri'd'onore il giudizio sulla verita'del fatto medesimo. Quando l'offesa consiste nella attribuzione di un fatto determinato, la prova della verita'del fatto medesimo e'pero'sempre ammessa nel procedimento penale: 1) se la persona offesa e'un pubblico ufficiale ed il fatto ad esso attribuito si riferisce all'esercizio delle sue funzioni;2) se per il fatto attribuito alla persona offesa e'tuttora aperto o si inizia contro di essa un procedimento penale; 3) se il querelante domanda formalmente che il giudizio si estenda ad accertare la verita'o la falsita'del fatto ad esso attribuito. Se la verita'del fatto e'provata o se per esso la persona, a cui il fatto e'attribuito e', per esso condannata dopo l'attribuzione del fatto medesimo, l'autore della imputazione non e'punibile, salvo che i modi usati non rendano per se'stessi applicabili le disposizioni dell'articolo 594, comma primo, ovvero dell'articolo 595 comma primo.  

Se il delitto di diffamazione e'commesso col mezzo della stampa le disposizioni dell'articolo precedente si applicano anche al direttore o vice direttore responsabile, all'editore e allo stampatore, per i reati preveduti negli articoli 57, 57 bis e 58.

I delitti preveduti dagli articoli 594 e 595 sono punibili a querela della persona offesa. Se la persona offesa e l'offensore hanno esercitato la facolta'indicata nel capoverso dell'articolo precedente, la querela si considera tacitamente rinunciata o rimessa. Se la persona offesa muore prima che sia decorso il termine per proporre la querela, o se si tratta di offesa alla memoria del defunto, possono proporre querela i prossimi congiunti, l'adottante e l'adottato. In tali casi, e altresi'in quello in cui la persona offesa muoia dopo aver proposta la querela, la facolta'indicata nel capoverso dell'articolo precedente, spetta ai prossimi congiunti, all'adottante e all'adottato.