Libro secondo - "Dei delitti in particolare"

Titolo I (Dei delitti contro la personalita' dello stato)

Capo I (Dei delitti contro la personalita' internazionale dello stato)

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Salvo che il fatto costituisca un piu'grave reato, chiunque compie atti violenti diretti ed idonei a sottoporre il territorio dello Stato o una parte di esso alla sovranita'di uno Stato straniero, ovvero a menomare l'indipendenza dello Stato e'punito con la reclusione non inferiore a 12 anniLa pena e'aggravata se il fatto e'commesso con violazione dei doveri inerenti l'esercizio di funzioni pubbliche.

Il cittadino che porta le armi contro lo Stato, o presta servizio nelle forze armate di uno Stato in guerra contro lo Stato italiano, e'punito con l'ergastolo. Se esercita un comando superiore o una funzione direttiva e'punito con l'ergastolo. Non e'punibile chi, trovandosi, durante le ostilita', nel territorio dello Stato nemico, ha commesso il fatto per esservi stato costretto da un obbligo impostogli dalle leggi dello Stato medesimo. Agli effetti delle disposizioni di questo titolo e'considerato "cittadino" anche chi ha perduto per qualunque causa la cittadinanza italiana. Agli effetti della legge penale, sono considerati "Stati in guerra" contro lo Stato italiano anche gli aggregati politici che, sebbene dallo Stato italiano non riconosciuti come Stati, abbiano tuttavia il trattamento di belligeranti.

Chiunque tiene intelligenze con lo straniero affinche'uno Stato estero muova guerra o compia atti di ostilita'contro lo Stato italiano, ovvero se le ostilita'si verificano, si applica l'ergastolo.  

Chiunque, senza l'approvazione del Governo, fa arruolamenti o compie altri atti ostili contro uno Stato estero, in modo da esporre lo Stato italiano al pericolo di una guerra, e'punito con la reclusione da cinque a dodici anni; se la guerra avviene, e'punito con l'ergastolo. Qualora gli atti ostili siano tali da turbare soltanto le relazioni con un Governo estero, ovvero da esporre lo Stato italiano o i suoi cittadini, ovunque residenti, al pericolo di rappresaglie o di ritorsioni, la pena e'della reclusione da due a otto anni. Se segue la rottura delle relazioni diplomatiche, o se avvengono le rappresaglie o le ritorsioni, la pena e'della reclusione da tre a dieci anni.  

Chiunque tiene intelligenze con lo straniero per impegnare o per compiere atti diretti a impegnare lo Stato italiano alla dichiarazione o al mantenimento della neutralita', ovvero alla dichiarazione di guerra, e'punito con la reclusione da cinque a quindici anni. La pena e'aumentata se le intelligenze hanno per oggetto una propaganda col mezzo della stampa.