Libro secondo - "Dei delitti in particolare"

Titolo II (Dei delitti contro la pubblica amministrazione)

Capo I (Dei delitti dei pubblici ufficiali contro la pubblica amministrazione)

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Il pubblico ufficiale o l'incaricato di un pubblico servizio, che, avendo per ragione del suo ufficio o servizio il possesso o comunque la disponibilita'di denaro o di altra cosa mobile altrui, se ne appropria, e'punito con la reclusione da tre a dieci anni. Si applica la pena della reclusione da sei mesi a tre anni quando il colpevole ha agito al solo scopo di fare uso momentaneo della cosa, e questa, dopo l'uso momentaneo, e'stata immediatamente restituita.

Il pubblico ufficiale o l'incaricato di un pubblico servizio, il quale, nell'esercizio delle funzioni o del servizio, giovandosi dell'errore altrui, riceve o ritiene indebitamente, per se'o per un terzo, denaro od altra utilita', e'punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.

Chiunque, estraneo alla pubblica amministrazione, avendo ottenuto dallo Stato o da altro ente pubblico o dalle Comunita'europee contributi, sovvenzioni o finanziamenti destinati a favorire iniziative dirette alla realizzazione di opere od allo svolgimento di attivita'di pubblico interesse, non li destina alle predette finalita', e'punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni.

Salvo che il fatto costituisca il reato previsto dall'articolo 640 bis, chiunque mediante l'utilizzo o la presentazione di dichiarazioni o di documenti falsi attestanti cose non vere, ovvero mediante l'omissione di informazioni dovute, consegue indebitamente, per se'o per altri, contributi finanziamenti, mutui agevolati, o altre erogazioni dello stesso tipo, comunque dominante, concessi o erogati dallo Stato, da enti pubblici o dalle Comunita'europee e'punito con la reclusione da sei mesi a tre anni. Quando la somma indebitamente percepita e'pari o inferiore a euro 3. 999,96 si applica soltanto la sanzione amministativa del pagamento di una somma di danaro da euro 5. 164 a euro 25. 822. Tale sanzione non puo'comunque superare il triplo del beneficio conseguito.