Libro primo - "Dei reati in generale"

Titolo IV (Del reo e della persona offesa dal reato)

Capo II (Della recidiva, della abitualita' e professionalita' nel reato e della tendenza a delinquere)

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Chi, dopo essere stato condannato per un reato, ne commette un altro, puo'essere sottoposto a un aumento fino ad un sesto della pena da infliggere per il nuovo delitto non colposo. La pena puo'essere aumentata fino alla meta': 1) se il nuovo delitto non colposo e'della stessa indole; 2) se il nuovo delitto non colposo e'stato commesso nei cinque anni dalla condanna precedente; 3) se il nuovo delitto non colposo e'stato commesso durante o dopo l'esecuzione della pena, ovvero durante il tempo in cui il condannato si sottrae volontariamente all'esecuzione della pena. Qualora concorrano piu'circostanze fra quelle indicate nei numeri precedenti, l'aumento di pena e'della meta'. Se il recidivo commette un altro delitto non colposo, l'aumento della pena, nel caso di cui al promo comma, e'della meta'e, nei casi previsti dal secondo comma e'di due terzi. Se si tratta di uno dei delitti indicati all'articolo 407, comma 2, lettera a) del codice di procedura penale, l'aumento della pena per la recidiva non puo'essere inferiore ad un terzo della pena da infliggere per il nuovo delitto. In nessun caso l'aumento di pena per effetto della recidiva puo'superare il cumulo delle pene risultante dalle condanne precedenti alla commissione del nuovo delitto non colposo.  

Agli effetti della legge penale, sono considerati reati della stessa indole non soltanto quelli che violano una stessa disposizione di legge, ma anche quelli che, pure essendo preveduti da disposizioni diverse di questo codice ovvero da leggi diverse, nondimeno, per la natura dei fatti che li costituiscono o dei motivi che li determinarono, presentano, nei casi concreti, caratteri fondamentali comuni.  

e'dichiarato delinquente abituale chi, dopo essere stato condannato alla reclusione in misura superiore complessivamente a cinque anni per tre delitti non colposi, della stessa indole, commessi entro dieci anni, e non contestualmente, riporta un'altra condanna per un delitto, non colposo, della stessa indole, e commesso entro i dieci anni successivi all'ultimo dei delitti precedenti. Nei dieci anni indicati nella disposizione precedente non si computa il tempo in cui il condannato ha scontato pene detentive o e'stato sottoposto a misure di sicurezza detentive.  

Fuori del caso indicato nell'articolo precedente, la dichiarazione di abitualita'nel delitto e'pronunciata anche contro chi, dopo essere stato condannato per due delitti non colposi, riporta un'altra condanna per delitto non colposo, se il giudice, tenuto conto della specie e gravita'dei reati, del tempo entro il quale sono stati commessi, della condotta e del genere di vita del colpevole e delle altre circostanze indicate nel capoverso dell'articolo 133, ritiene che il colpevole sia dedito al delitto.  

Chi, dopo essere stato condannato alla pena dell'arresto per tre contravvenzioni della stessa indole, riporta condanna per un'altra contravvenzione, anche della stessa indole, e'dichiarato contravventore abituale, se il giudice, tenuto conto della specie e gravita'dei reati, del tempo entro il quale sono stati commessi, della condotta e del genere di vita del colpevole e delle altre circostanze indicate nel capoverso dell'articolo 133, ritiene che il colpevole sia dedito al reato.