Libro primo - "Dei reati in generale"

Titolo V (Della modificazione, applicazione ed esecuzione della pena)

Capo II (Della esecuzione della pena)

codice-penale.itcodice-penale.it

Negli stabilimenti penitenziari, ai condannati e'corrisposta una remunerazione per il lavoro prestato. Sulla remunerazione, salvo che l'adempimento delle obbligazioni sia altrimenti eseguito, sono prelevate nel seguente ordine: 1) le somme dovute a titolo di risarcimento del danno; 2) le spese che lo Stato sostiene per il mantenimento del condannato; 3) le somme dovute a titolo di rimborso delle spese del procedimento. In ogni caso, deve essere riservata a favore del condannato una quota pari a un terzo della remunerazione, a titolo di peculio. Tale quota non e'soggetta a pignoramento o a sequestro.  

L'esecuzione di una pena, che non sia pecuniaria, e'differita: 1) se deve aver luogo contro donna incinta; 2) se deve aver luogo contro donna che ha partorito da meno di sei mesi; 3) se deve aver luogo nei confronti di persona affetta da infezione da AIDS nei casi di incompatibilita'con lo stato di detenzione ai sensi dell'aritcolo 286 bis, comma 2, del codice di procedura penale ovvero da altra malattia particolarmente grave per effetto della quale le sue condizioni di salute risultino incompatibili con lo stato di detenzione, quando la persona si trova in una fase della malattia cosi'avanzata da non rispondere piu', secondo le certificazioni del servizio sanitario penitenziario o esterno, ai trattamenti disponibili e alle terapie curative. Nei casi previsti dai numeri 1) e 2) del primo comma, il differimento non opera o, se concesso e'revocato, se la gravidanza si interrompe, se la madre e'dichiarata decaduta dalla potesta'sul figlio ai sensi dell'articolo 330 del codice civile, il figlio muore, viene abbandonato ovvero affidato ad altri, sempre che l'interruzione di gravidanza o parto sia avvenuto da oltre due mesi.

L'esecuzione di una pena puo'essere differita: 1) se e'presentata domanda di grazia, e l'esecuzione della pena non deve essere differita a norma dell'articolo precedente; 2) se una pena restrittiva della liberta'personale deve essere eseguita contro chi si trova in condizioni di grave infermita'fisica; 3) se una pena restrittiva della liberta'personale deve essere eseguita nei confronti della madre di prole di eta'inferiore a tre anni. Nel caso indicato nel numero 1, la esecuzione della pena non puo'essere differita per un periodo superiore complessivamente a sei mesi, a decorrere dal giorno in cui la sentenza e'divenuta irrevocabile, anche se la domanda di grazia e'successivamente rinnovata. Nel caso indicato nel numero 3, del primo comma, il provvedimento e'revocato, qualora la madre sia dichiarata deceduta dalla potesta'sul figlio ai sensi dell'articolo 330 del codice civile, il figlio muoia, venga abbandonato o sia affidato ad altri che alla madre. Il provvedimento di cui al primo comma, non puo'essere adottato o, se adottato e'revocato, se sussiste il concreto pericolo della commissione di delitti.

Se, prima dell'esecuzione di una pena restrittiva della liberta'personale o durante l'esecuzione, sopravviene al condannato una infermita'psichica, il giudice, qualora ritenga che l'infermita'sia tale da impedire l'esecuzione della pena, ordina che questa sia differita o sospesa e che il condannato sia ricoverato in un ospedale psichiatrico guidiziario, ovvero in una casa di cura e di custodia. Il giudice puo'disporre che il condannato, invece che in un ospedale psichiatrico giudiziario, sia ricoverato in un ospedale pschiatrico comune se la pena inflittagli sia inferiore a tre anni di reclusione o di arresto, e non si tratti di delinquente o contravventore abituale, o professionale, o di delinquente per tendenza. Abrogato. Il provvedimento di ricovero e'revocato, e il condannato e'sottoposto alla esecuzione della pena, quando sono venute meno le ragioni che hanno determinato tale provvedimento. (La Corte costituzionale, con sentenza 19 giugno 1975, n° 146, ha dichiarato l'illegittimita'costituzionale di questo articolo nella parte in cui prevede che il giudice, nel disporre il ricovero in manicomio giudiziario del condannato caduto in stato di infermita'psichica durante l'esecuzione di pena restrittiva della liberta'personale, ordini che la pena medesima sia sospesa; ha dichiarato altresi'l'illegittimita'nella parte in cui prevede che il giudice ordini la sospensione della pena anche nel caso in cui il condannato sia ricoverato in una casa di cura e di custodia ovvero in un manicomio comune).