Libro primo - "Dei reati in generale"

Titolo II (Delle pene)

Capo III (Delle pene accessorie, in particolare)

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L'interdizione dai pubblici uffici e'perpetua o temporanea. L'interdizione perpetua dai pubblici uffici, salvo che dalla legge sia altrimenti disposto, priva il condannato: 1) del diritto di elettorato o di eleggibilita'in qualsiasi comizio elettorale, e di ogni altro diritto politico; 2) di ogni pubblico ufficio, di ogni incarico non obbligatorio di pubblico servizio, e della qualita'ad essi inerente di pubblico ufficiale o d'incaricato di pubblico servizio; 3) dell'ufficio di tutore o di curatore, anche provvisorio, e di ogni altro ufficio attinente alla tutela o alla cura; 4) dei gradi e delle dignita'accademiche, dei titoli, delle decorazioni o di altre pubbliche insegne onorifiche; 5) degli stipendi, delle pensioni e degli assegni che siano a carico dello Stato o di un altro ente pubblico (1) ; 6) di ogni diritto onorifico, inerente a qualunque degli uffici, servizi, gradi, o titoli e delle qualita', dignita'e decorazioni indicate nei numeri precedenti; 7) della capacita'di assumere o di acquistare qualsiasi diritto, ufficio, servizio, qualita', grado, titolo, dignita', decorazione e insegna onorifica, indicati nei numeri precedenti. L'interdizione temporanea priva il condannato della capacita'di acquistare o di esercitare o di godere, durante l'interdizione, i predetti diritti, uffici, servizi, qualita', gradi, titoli e onorificenze (2) . Essa non puo'avere una durata inferiore a un anno, ne'superiore a cinque. La legge determina i casi nei quali l'interdizione dai pubblici uffici e'limitata ad alcuni di questi. (1) La Corte costituzionale, sentenza 13 gennaio 1966, n. 3, ha dichiarato l'illegittimita', in riferimento agli artt. 3 e 36 Cost. , del presente comma, limitatamente alla parte in cui i diritti in essi previsti traggono titolo da un rapporto di lavoro. Successivamente la stessa Corte, con sentenza del 19 luglio 1968, n. 113, ha dichiarato l'illegittimita'del comma per quanto attiene alle pensioni di guerra. (2) La Corte costituzionale, con sentenza 13 gennaio 1966, n. 3, ha dichiarato l'illegittimita'costituzionale del presente comma, limitatamente alla parte in cui i diritti in essi previsti traggono titolo da un rapporto di lavoro.  

La condanna all'ergastolo e la condanna alla reclusione per un tempo non inferiore a cinque anni importano l'interdizione perpetua del condannato dai pubblici uffici; e la condanna alla reclusione per un tempo non inferiore a tre anni importa l'interdizione dai pubblici uffici per la durata di anni cinque. La dichiarazione di abitualita'o di professionalita'nel delitto, ovvero di tendenza a delinquere, importa l'interdizione perpetua dai pubblici uffici.  

L'interdizione da una professione o da un'arte priva il condannato della capacita'di esercitare, durante l'interdizione, una professione, arte, industria, o un commercio o mestiere per cui e'richiesto uno speciale permesso o una speciale abilitazione, autorizzazione o licenza dell'Autorita'e importa la decadenza dal permesso o dall'abilitazione, autorizzazione o licenza anzidetta. L'interdizione da una professione o da un'arte non puo'avere una durata inferiore a un mese, ne'superiore a cinque anni, salvi i casi espressamente stabiliti dalla legge.  

Ogni condanna per delitti commessi con l'abuso dei poteri, o con la violazione dei doveri inerenti a una pubblica funzione, o ad un pubblico servizio, o a taluno degli uffici indicati nel numero 3 dell'articolo 28, ovvero con l'abuso di una professione, arte, industria, o di un commercio, o mestiere, o con la violazione dei doveri ad essi inerenti, importa l'interdizione temporanea dai pubblici uffici o dalla professione, arte, industria, o dal commercio o mestiere.  

Il condannato all'ergastolo e'in stato d'interdizione legale. La condanna all'ergastolo importa anche la decadenza dalla potesta'dei genitori. Il condannato alla reclusione per un tempo non inferiore a cinque anni e', durante la pena, in stato d'interdizione legale; la condanna produce altresi', durante la pena, la sospensione dall'esercizio della potesta'dei genitori, salvo che il giudice disponga altrimenti. Alla interdizione legale si applicano, per cio'che concerne la disponibilita'e l'amministrazione dei beni, nonche'la rappresentanza negli atti ad esse relativi, le norme della legge civile sulla interdizione giudiziale.